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DPI e consapevolezza: il vero significato di “utilizzo corretto”

😷 Quando bastava avere la mascherina… o almeno sembrava così

Durante la pandemia da COVID-19, abbiamo assistito tutti – nostro malgrado – a una sorta di teatro collettivo sull’uso dei DPI.Le mascherine chirurgiche erano ovunque: nei supermercati, negli uffici, per strada. Ma quante volte le abbiamo viste indossate sotto il mento, appese a un orecchio, adagiate sulla fronte, come se bastasse “averle addosso” per sentirsi protetti?

La mascherina c’era, certo. Ma veniva davvero usata correttamente?

Quella che all’epoca poteva sembrare una distrazione o un gesto di leggerezza, oggi diventa un utile spunto per riflettere su un concetto fondamentale nella sicurezza sul lavoro – e ancora più nei cantieri navali:

non basta avere un DPI, bisogna saperlo usare.

🧠 DPI e consapevolezza: non è solo questione di forma

L’errore più diffuso è pensare che la sola presenza del DPI basti a garantire la protezione.Ma la realtà è diversa:

  • Un casco slacciato non protegge.

  • Una maschera alzata non filtra.

  • Un guanto inadatto non isola.

  • Un’imbracatura non collegata è solo un oggetto appeso.

La vera sicurezza nasce dalla consapevolezza.Un DPI funziona solo se è:

  1. Selezionato correttamente in base al rischio specifico

  2. Indossato nel modo giusto

  3. Mantenuto in condizioni ottimali

  4. Utilizzato con cognizione di causa

In altre parole:

l’efficacia di un DPI non sta nell’oggetto, ma nel comportamento di chi lo usa.

⚖️ Cosa dice la normativa: Art. 77 e 78 del D.Lgs. 81/2008

Il Decreto Legislativo 81/08 affronta in modo preciso le responsabilità di ciascun attore.

🔹 Art. 77 – Obblighi del datore di lavoro:

  • Fornire DPI conformi alle norme tecniche

  • Assicurare che i lavoratori ricevano formazione e addestramento

  • Verificare che i DPI siano utilizzati correttamente

  • Sostituirli se non più conformi o danneggiati

🔹 Art. 78 – Obblighi del lavoratore:

  • Usare correttamente i DPI

  • Prendersene cura

  • Segnalare malfunzionamenti o anomalie

  • Non modificarli o disattivarli

La legge chiarisce che la responsabilità è condivisa: fornire non basta, e indossare in modo scorretto è una violazione. L’uso corretto è atto volontario, consapevole e vigilato.

🧤 La storia di Carlo: quando l’esperienza non giustifica la superficialità


Carlo ha oltre 15 anni di esperienza come saldatore. È rispettato in cantiere, preciso, un punto di riferimento per i colleghi. Ma come spesso accade, l’abitudine genera

sottovalutazione.

Durante una riparazione rapida su una lamiera sospesa, nota che i guanti da saldatura ignifughi non sono al loro posto. Trova solo dei guanti da movimentazione, inadatti all’attività.

Carlo sa bene che non sono idonei. Eppure, decide di procedere:

“So come muovermi. Tanto è un lavoro semplice. Non serve fermarsi per questo.”

Durante la saldatura, una scoria incandescente penetra il guanto e gli causa un’ustione al dorso della mano. Non è grave, ma abbastanza da costringerlo a interrompere l’attività e ricevere cure.

L’infortunio non è stato un incidente imprevedibile, ma il risultato di una scelta consapevole e negligente.Una decisione che Carlo ha preso sottovalutando il rischio, convinto che l’esperienza potesse sostituire la protezione adeguata.

Ma la sicurezza non premia chi “si arrangia”.

L’esperienza non sostituisce mai il comportamento corretto.

❌ Indossare ≠ Proteggere

Il caso di Carlo ci insegna che l’uso formale di un DPI non equivale alla sua efficacia reale.Un guanto non protettivo, anche se indossato, non è un DPI. È un errore.

Serve una cultura che distingua tra:

  • Indossare per obbligo

  • Utilizzare con consapevolezza

E questo si costruisce con:

  • Formazione pratica e costante

  • Coinvolgimento di preposti e coordinatori

  • Controlli e segnalazioni quotidiane

  • Responsabilità individuale e collettiva

✅ Checklist pratica: 5 domande prima di iniziare il turno

  1. Il mio DPI è adatto al lavoro che svolgerò oggi?

  2. L’ho controllato prima di usarlo? Ci sono danni evidenti?

  3. So quali rischi intende proteggere e come funziona?

  4. È stato verificato o sostituito recentemente?

  5. Sono davvero sicuro che sto lavorando in modo protetto?

Se anche una sola risposta è “non lo so”, è il momento di fermarsi e agire.

🏁 Conclusione: la cultura della protezione, non dell’apparenza

Durante il COVID ci siamo accorti che la sicurezza può diventare abitudine, ma anche apparenza.Nel mondo dei cantieri navali, non possiamo permetterci che i DPI siano solo un obbligo formale. Devono essere una scelta consapevole e quotidiana.

In Joint Venture Consorzio, ogni lavoratore è formato e accompagnato nel comprendere perché un DPI è necessario, quando usarlo, e come riconoscere i segnali di rischio.

Perché indossare un guanto qualsiasi non basta. Serve il guanto giusto, nel modo giusto, per il lavoro giusto.

E questo non è un dettaglio.È sicurezza reale.

 
 
 

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